L’Università di Foggia rafforza ulteriormente il proprio ruolo nella formazione medica specialistica nazionale. Il decreto ministeriale definitivo relativo all’anno accademico 2025-2026 assegna all'Ateneo dauno 266 posti nelle Scuole di specializzazione di area sanitaria, rispetto ai 240 dell’anno precedente. L’incremento è di 26 borse, pari al 10,8%, e si accompagna a un’importante espansione dell’offerta formativa: le Scuole di specializzazione attive passano, infatti, da 32 a 36.
Le quattro nuove Scuole attivate sono:
- Malattie dell’apparato digerente;
- Medicina di comunità e delle cure primarie;
- Medicina termale;
- Scienza dell’alimentazione.
Il risultato conferma la crescita strutturale dell’area medica dell’Università di Foggia e amplia sensibilmente le opportunità offerte ai giovani laureati, coprendo ambiti strategici per il Servizio sanitario nazionale.
In questo contesto, di particolare rilievo è l’attivazione della Scuola di specializzazione in Medicina termale, che rappresenta un risultato eccezionale nel panorama accademico italiano se si considera che la Scuola è attiva soltanto presso l’Università di Foggia e la Sapienza di Roma. A entrambe le sedi sono stati assegnati quattro posti, per un totale nazionale di appena otto contratti di formazione specialistica.
"La crescita della formazione medica specialistica della nostra Università racconta qualcosa che va oltre i numeri: racconta la capacità di ampliare il perimetro delle competenze, intercettando l’evoluzione della medicina e i bisogni di una sanità che cambia - ha dichiarato il Rettore dell'Università di Foggia, prof. Lorenzo Lo Muzio -. La Medicina termale ne è un esempio particolarmente significativo. Essere oggi, insieme alla Sapienza di Roma, una delle sole due Università italiane a offrire questa specializzazione significa trasformare una peculiarità del territorio in un sapere di rilievo nazionale. È questa la direzione in cui vogliamo continuare a crescere: con radici solide e uno sguardo sempre più ampio".
L’attivazione della Scuola assume un valore ancora maggiore considerando la presenza, in Puglia, di importanti risorse termali e sanitarie. Essa apre nuove prospettive per la ricerca clinica, la prevenzione, la riabilitazione e lo studio delle applicazioni terapeutiche delle acque e delle cure termali, favorendo l’integrazione tra Università, sistema sanitario e territorio. L'augurio del prof. Gaetano Serviddio, Delegato rettorale alle politiche strategiche in Sanità, che ne ha promosso l'istituzione, è che "la nuova Scuola possa contribuire alla valorizzazione scientifica e sanitaria del patrimonio termale pugliese e, in particolare, di realtà di rilevanza nazionale come Margherita di Savoia, accreditata come rete formativa, creando nuove possibilità di collaborazione assistenziale, formativa e di ricerca".
Con 36 Scuole attive e 266 posti complessivi, l'Università di Foggia consolida la propria posizione tra i principali poli italiani della formazione medica specialistica. Formare un maggior numero di specialisti significa, infatti, aumentare le possibilità di trattenere giovani medici sul territorio, rafforzare le strutture assistenziali e sviluppare nuove competenze cliniche e scientifiche al servizio dei cittadini.
L’apertura della Scuola di Medicina termale, unica in Italia insieme a quella della Sapienza di Roma, sintetizza in modo emblematico questa nuova fase: l'Università di Foggia non amplia soltanto la propria offerta, ma assume un ruolo nazionale in un settore specialistico di grande valore sanitario, scientifico e territoriale.